Monaco
Sensazione
di fredda idratazione
altrimenti detta pioggia,
respiro che condensa
cade in pezzi congelati
al capolinea di chi viaggia
per cercarti.
Relativa e tranquilla
una solita storiella,
collaudato carosello
senza ombra di difetto
scritto dentro il mio santuario,
la sala
d’aspetto.
Criminale
M’hai visto prima,
ma non mi derubi
mai visto prima
un civile conforme
al punto da farmi sentire
un criminale.
Eco in stazione
Eco cavernoso
di onde stazionarie,
insaziabili lancette
continuate a torturare
chi vorrebbe andaste indietro
o per lo meno
foste ferme,
per assaporare meglio
le lacrime inattese.
Cenerentola
Anche stanotte
dopo mezzanotte,
Cenerentola ritorna
sui suoi passi.
Nessuno la consce,
maltrattata
non capita
la sua vita viene spesa
anche dagli altri,
forse un giorno
il lieto fine,
forse in fondo
le ultime righe.
Maledetta sigaretta
So già come finisce
prima ancora di iniziare,
riavvolgendo
questo nastro consumato,
la pellicola del cinema nascosto.
Immagini al rovescio
il tuo passato sconosciuto:
non ne sono dispiaciuto,
ma colpito dalla fretta,
colpito così in fretta.
Spegni
quella
maledetta
sigaretta.
Erasmus
Finalmente è garantito,
non capirai
cosa ti dico
nemmeno
se lo traduco.
Così da lontano
sei arrivata,
ma è come se fossi
tornata già a casa,
lasciando solo
due note
appese sulla mia porta.
Come quando
liberi versi immondi
cercando di cantare
una serenata
per scoprire
che non c’è nessuno
alla finestra.
Sbagli indirizzo
ogni volta,
ti fai trasportare
dalla corrente
più avanti di quello che serve
ti fai attraversare
dalla corrente
più a fondo di quello che serve.
Ti fai raccontare le storie,
sperando di addormentare
il senso di solitudine,
il sesto senso dell’abitudine.
Un po’ per concludere,
senza precludere,
ti aggiungo alla lista
ti tengo
in testa.
Siccità
Non c’è nessuno
cui dire,
nulla da dire,
questo bisogno di esprimere
inutile,
tutto sembrare
poco volere.
Siccità
nel giardino del re.
Usa le tue mani
Con le mani nei capelli
disperato, non risolvi nulla.
Con le mani in mano
sfaccendato, non perdi nulla.
Usa le tue mani,
disegna l’infinito,
scopri che
non c’è soluzione
e perdi tutto
comunque.
Corridoio
Sottilmente indifferente
diffidente
dello sguardo impenitente
che rivolto impertinente
sul risvolto del cappotto
ti sorride.
Fosse inverno
fosse estate
fossi sola,
accompagnata,
sconosciuta
ci sei stata
questo basta
ed è già troppo
per qualcuno
che corre
corre veloce
poi salta nel vuoto.
Vado dritto
Canzoni melense,
se fossero immense preghiere
sarebbe anche peggio.
Girovagando
per luoghi fantastici
con cuori di plastica,
ammetto di essermi perso,
ma solo perché
non usato la bussola giusta.
Perché non ho visto
la strada che curva;
ed io vado dritto,
anzi sorpasso.