Tanti Auguri
Tanti auguri scrivo oggi,
scrivo in bella, scrivo a chi.
Non ricordo, dopotutto,
dopo tutti, se alla fine
ci son’io.
Non importa chi mi guarda
questa sera, come sempre
oppure no.
Non mi importa di chi manca,
chi è presente a fianco a me.
Sono solo, lo nascondo.
Non è vero, mi vergongno.
Nostalgia 3
Una nave non si prende tanto spesso;
su una nave io ci sono, proprio adesso
e fatico a prender sonno
con un cielo così bello.
Ogni stella che congiungo con lo sguardo
scrive un nome, sempre quello.
Sempre il tuo,
che non dico ad alta voce
e veloce una stella passa e cade.
Era quello il nostro amore.
Nostalgia 2
Com’è facile sentirsi come naufraghi
su un’isola deserta
se si evitano i fatti
come onde:
puoi buttarti
o rimirarle.
Resterai comunque
un frammento della spiaggia,
un granello
di sabbia.
Nostalgia 1
Non ti fermare
soltanto in superficie.
No, che non lo fai,
questo l’ho capito in poco tempo
ma ogni tanto ho qualche dubbio,
mi perdoni se ripeto
un’altra volta che mi sbaglio
e non riesco a farne a meno?
Ma davvero, non ti mento
se ritento ancora e ancora
di convincerti che solo con qualcuno
riesco a essere me stesso
e quel momento è proprio il punto
più importante
che ti prego di capire,
ricodare, ma tu tanto, già lo sai.
Quindi intanto mi dimentico,
travolto da un romantico tramonto
che prolunga la mia ombra
oltre a tutto, fino a un sogno.
Almeno spero
Di cosa parla una poesia
che porta il nome
di chi ascolta solo due parole
poi s’annoia, come vuole
lascia andare solo il sole
oltre le spalle di quell’altro,
e s’immagina l’amore.
Sentimento troppo bianco
per non essere qualcosa
di dannoso o troppo triste
che ti manca da 2 ore,
4 giorni e 1 mese ormai.
E da un’isola deserta
la mia voce arriva e piange,
forse questo non lo sai,
non lo senti o t’interessa,
me lo dici quando torno.
Almeno spero.