Poesia sul treno 2
Prego, un biglietto di solo ritorno
che come ci vado è un problema mio
che cosa ci faccio è un fatto privato
e se voglio altro lo chiederò io,
ma un altro giorno.
É un buon inizio
ma che dire adesso:
che quel biglietto non era per me?
E per dire altro, per fare un dispetto
aggiungo, alla fine, che non ho più idee.
Ma fingo, sia chiaro
ci penso, è vero
rifletto, e a lungo
ma non ottengo il tuo sguardo
e aggiungo una lacrima al viso,
con fare deciso la tolgo, un attimo dopo
facendo finta di nulla, per gioco.
Assurdo, non trovi
nascondersi
sapendosi
nero
su bianco.
Sorella
Da quanto tu mi manchi
dico che ho già perso il conto
e non ti mento se ci aggiungo
che non so quanto mi manchi.
Sembrerà la stessa cosa
ma riprova a dare un senso ad una frase
che mi hai detto quella volta
poco prima di partire.
Non ricordo il tono
della voce che promette
non ricordo
neanche quello.
Sono triste, sei partita sul più bello.
Poesia sul treno 1
Già partito e già arrivato
viaggio breve questa volta
sogni d’oro questa notte
che svanisce, scorre via;
Ma tu sei qui per ricordarmi
che la storia è solo mia,
che il destino l’ho incrociato
o mai saputo cosa sia.
Mi addormento,
ancòra,
mi accontento,
per ora.
Poesia sul treno 0
Questa volta mi chiedo
se è qualcosa di nuovo
ad essere successo.
La stazione, dove sono ormai già stato tante volte
sembra un’altra; un’altra la destinazione.
Lascio indietro tutto il resto,
ciò che voglio l’ho riposto
nel bagaglio che ormai stringo da due ore.
Maldisposto dal ritardo del mio treno?
No di certo,
ho già perso
la forza
per contare.
Poesia cibernetica
Poesia cibernetica,
metafora sintetica
di un sentimento estetico,
asettico,
perciò ti invito a perderlo:
così risparmi tempo sul volume
di emozioni da respingere
perché non sono adatte
a un esoscheletro di ferro.
Sarebbe proprio brutto un mondo
fatto di silicio.
Felicità (senza cuore)
Sono immerso in un colore,
sono immerso in un pensiero
che ha la stessa gradazione.
Non ci riesco, a trascriverlo,
ti lascio immaginare
che significa, se solo tu esistendo
lo hai versato
in due parole.
Senza cuore.
Ma perché mi basta un attimo
per capire che è passato
più del tempo di un respiro
più di quanto sei vicina
mi spaventa un’altra idea:
che tu possa anche capire
cosa non ti voglio dire.
Elusivo è troppo facile,
anzi proprio riduttivo.
Sai, sembrare quasi stupido
a volte è divertente,
prova pure ad aspettare che di te la gente
dica ciò che vuoi
e ne riparliamo.
Resta ferma, non barare,
credi a quello che ti pare.
Sempre immobile rimane
tutto il resto, fra noi due.